Itinerari nel verde
Trascorrere una vacanza a Trento significa abbinare al meglio cultura e ambiente, storia e natura, relax e salutare movimento fisico. Unica fra le città alpine per la sua forte impronta rinascimentale, Trento offre al visitatore un contesto urbano con duemila anni di storia inserito in un ambiente montano che consente di immergersi nella natura alpina fin dall'immediata periferia cittadina.
La sua particolare posizione, lungo la valle dell'Adige ai piedi di montagne che superano anche i duemila metri di altezza, rende infatti la città il punto di partenza ideale per una serie di escursioni a piedi, in bicicletta o in mountain bike, lungo sentieri e percorsi che partono direttamente dalla città o raggiungibili utilizzando i mezzi di trasporto pubblico urbano ed extraurbano.
Per quanto riguarda le passeggiate, oltre agli itinerari storico-artistici che si snodano all'interno delle vie del centro e dell'immediata periferia e che conducono alla scoperta del volto romano, medioevale e rinascimentale della città, Trento offre una miriade di opportunità, venendo incontro alle esigenze di chi cerca un momento di svago e relax in un parco cittadino, di chi ama camminare a lungo fra boschi e prati alla ricerca di scorci panoramici e di bellezze naturali, di chi vuole cimentarsi nella scalata su roccia.
Per lo svago ed il relax, nella cerchia urbana ci sono alcuni parchi cittadini immersi nel verde, attrezzati con panchine, giochi ed attrattive non solo per bambini; mentre sull'"Alpe di Trento" (il Monte Bondone, a 17 chilometri dal centro città) è d'obbligo la passeggiata-visita al Giardino Botanico Alpino delle Viote, nello scenario delle Dolomiti di Brenta, dove possono essere ammirate oltre mille specie di piante montane provenienti dai cinque continenti. E per chi vuole approfondire la conoscenza della natura alpina, sul Monte Bondone (in località Viote, con partenza dal Centro di ecologia alpina) e sulla Marzola (con partenza dal Rifugio Maranza) si possono seguire due interessanti percorsi naturalistici.
Per le escursioni a piedi nei dintorni della città, sul Monte Bondone e sulle altre montagne che circondano Trento (Calisio, Celva, Marzola, Vigolana) sono una cinquantina i sentieri segnalati e ben battuti che consentono a chiunque di arrivare fino in vetta o di vagabondare fra boschi e prati, in un ambiente squisitamente alpino, a contatto con la natura o alla scoperta di testimonianze dell'arte e della storia. Fra questi sentieri ve ne sono alcuni più impegnativi (vie ferrate), attrezzati con cordino e scalette metalliche, per escursioni dal sapore più alpinistico. Anche nel caso dei sentieri, il loro imbocco è raggiungibile direttamente dalla città a piedi o con i mezzi di trasporto pubblico.
I dintorni della città sono anche stimolante arena per gli appassionati di mountain bike, che lungo i fianchi delle montagne possono trovare percorsi in grado di soddisfare le esigenze dello sportivo alla ricerca di impegno fisico e di gratificanti panorami.
Chi invece - pur appassionato delle due ruote - preferisce pedalare senza sforzo, da Trento può immettersi sulla pista ciclabile che percorre la Valle dell'Adige seguendo il corso del fiume, fra campagne coltivate a vigneto ed alberi da frutto, al cospetto delle maestose montagne che delimitano la valle.
Su questa cartina sono segnalate solo alcune delle molte escursioni che si possono fare partendo dalla città, con l'intento di introdurre l'ospite alla grande varietà di possibilità escursionistiche offerte da Trento, lasciando ad ognuno poi il piacere di scoprire tutte le altre.
Sul Dos Trento e Sul Monte Bondone
1. Dos Trento
Escursione di mezza giornata
Il Dos Trento è il rilievo (308 m.) posto ad occidente della città che con il Dosso di San Rocco e di Sant'Agata (entrambi sul versante opposto della valle) ha dato il nome alla città (Tridentum). La sommità del dosso, sulla quale sorge il mausoleo dedicato a Cesare Battisti, è costituita da un pianoro mantenuto a parco: sono presenti anche punti di sosta, un percorso vita, i resti di una chiesa edificata nel VI secolo d. C. ed un sentiero storico-naturalistico (lungo il quale si possono ammirare alcuni "monumenti vegetali"(esemplari di Carpino nero, Spaccasassi, Acero campestre ed Acero riccio). Il Dos Trento ospita anche il Museo degli Alpini. Si accede al Dos Trento dal sobborgo di Piedicastello, percorrendo per un breve tratto la statale che porta verso Brescia, fino al bivio con via Dos Trento che si percorre fino ad incontrare la strada che in salita conduce sulla sommità del dosso (cartello con l'indicazione "Museo delle truppe Alpine").
2. Sardagna
Escursione di mezza giornata
Sardagna è il sobborgo che domina la città dalle prime pendici orientali del Monte Bondone. Lo si raggiunge comodamente con la funivia che svolge servizio di trasporto pubblico con partenza all'altezza del Ponte di San Lorenzo, sulla sponda sinistra del fiume Adige. Arrivati alla stazione a monte si gode di uno splendido panorama sulla città. Seguendo le indicazioni si raggiunge il centro del paese e di qui l'antica chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo. Il primitivo nucleo della chiesa risale all'XI secolo e di quell'epoca è rimasto il campanile romanico con eleganti bifore; il resto dell'edificio è stato invece rimaneggiato ed ampliato verso la fine del XV secolo in stile gotico. L'interno è stato affrescato agli inizi del 1500 e i dipinti dell'abside sono opera del pittore veneziano Marcello Fogolino.
Per visitare l'interno dell'antica chiesa telefonare ad uno dei seguenti numeri: 0461 983537 - 368 3826861.
3. Sopramonte - Malga Brigolina
Escursione di mezza giornata
Punto di partenza è il sobborgo di Sopramonte, che si può raggiungere con il servizio di trasporto pubblico urbano (linea n. 6). Proprio nel centro dell'abitato si può ammirare un "monumento vegetale": nel parco della villa dei Baroni Turcati, oggi sede circoscrizionale, si erge una pianta di tasso alta 14 metri, con una circonferenza di oltre due metri. Poco a monte del capolinea dell'autobus urbano, sul lato destro dello stradone, un'indicazione segnala la direzione per Sant'Anna (838 m.), località dove sorge una bella chiesetta, che si raggiunge in poco più di mezz'ora. Ora il sentiero si fa un po' più ripido e dopo un'ora di cammino si arriva al verde pianoro di Malga Brigolina (998 m.). Nei pressi della Malga, in direzione Val Bogion, si eleva uno splendido esemplare di faggio, alto 26 metri e con un tronco di quasi quattro metri di circonferenza. La malga è raggiungibile anche lungo una comoda strada sterrata, che si percorre in discesa per il ritorno (circa 20 minuti) fino alla congiunzione con la strada asfaltata che sale al bivio di Candriai, dove si trova la fermata del trasporto pubblico extraurbano.
4. Ravina - Villa Margon - Garniga Vecchia
Escursione di una giornata intera
Dal parcheggio nei pressi della chiesa di Ravina (sobborgo di Trento in destra Adige, ai piedi del Monte Bondone), al di là del ponte sul rio Gola, si diparte il sentiero 614, che nella sua prima parte è una strada asfaltata. Dopo circa due chilometri, una deviazione sulla destra consente di raggiungere Villa Margon, edificio cinquecentesco con portico, loggia, casa merlata e torre, con all'interno affreschi storico-allegorici (di proprietà privata la villa è visitabile il mercoledì ed il sabato; per orari ed informazioni: Cantine Ferrari tel. 0461 972311). Ritornando sul sentiero 614, si raggiunge il Maso del Grillo da dove il percorso prosegue in salita in direzione sud, lungo il tracciato dell'antica mulattiera che collegava il paese di Garniga al fondovalle: il sentiero, con fondo acciottolato, è denominato "Guardadocio" ed offre splendide vedute panoramiche sulla Valle dell'Adige. Raggiunta Garniga Vecchia si sale lungo la strada che porta alle Viote fino al quarto tornante. Qui si imbocca la strada forestale (sentiero 692) che si segue fino all'intersezione con il sentiero 693 bis, che poi diventa 693 e riporta a Ravina snodandosi lungo il crinale boscoso. Ravina è collegata alla città dall'autobus di linea n. 12 e 14.
5. Il percorso naturalistico del centro di Ecologia Alpina alle Viote
Escursione di una giornata
Alle Viote, sul Monte Bondone a 1.500 m di altitudine, ha sede il Centro di Ecologia Alpina, ente istituito dalla Provincia autonoma di Trento per svolgere attività di ricerca nel campo dell'ecologia e dello sviluppo delle comunità alpine. Dal Centro parte un percorso naturalistico, composto da quindici stazioni, che accompagna il visitatore alla scoperta dei punti caratteristici e peculiari della Foresta demaniale del Monte Bondone. La pubblicazione "Il percorso natura del Centro di Ecologia Alpina nella foresta demaniale del Monte Bondone" (edita dal Centro di Ecologia Alpina) contiene una dettagliata descrizione del percorso.
6. Giardino Botanico Alpino
Su una superficie di dieci ettari recintati, sono raccolte oltre duemila specie di piante montane provenienti dai cinque continenti, raggruppate secondo grandi zone di origine: questo è quanto offre il Giardino Botanico Alpino situato in località Viote (m 1500) sul Monte Bondone, sezione staccata del Museo Tridentino di Scienze Naturali (tel. 0461 948050), aperto da giugno a settembre (ingresso a pagamento). All'interno del Giardino botanico si snoda un sentiero naturalistico (lungo un chilometro) il cui tracciato, suggestivo e di facile percorribilità, porta il visitatore ad incontrare alcuni ambienti tipici del Monte Bondone. Il Giardino Botanico è anche l'ideale punto di partenza per una escursione nella Riserva Naturale Integrale delle Tre Cime, che prende il nome dalle vette (Cima Verde, Dos d'Abramo, Cornet) che fanno da corona alla conca delle Viote, tutte e tre raggiungibili attraverso sentieri altamente panoramici.
Sui monti ad Est
7. Orrido di Ponte Alto - Temporaneamente chiuso per lavori
Escursione di mezza giornata.
All'immediata periferia orientale della città in direzione della Valsugana, c'è uno dei luoghi più affascinanti del Trentino, sia per la vista che offre sia sotto il profilo geologico: il cosiddetto "Orrido di Ponte Alto", uno stretto canyon scavato nella roccia lungo il quale scorre, dando vita a due cascate, il torrente Fersina. Nella prima forra l'acqua compie un balzo di circa 50 metri. Un sentiero che percorre i fianchi del canyon di calcari rossi, conduce ad una scala a chiocciola che consente di arrivare sotto la seconda cascata, su un terrazzino ricavato fra la parete rocciosa ed il salto d'acqua. L'Orrido di Ponte Alto si raggiunge da Cognola, sobborgo collegato alla città dal servizio di autobus (linea n. 9) al quale si può arrivare anche con una passeggiata lungo il percorso piazza Venezia - via della Saluga - via delle Laste - San Vito - Cognola. Giunti a Cognola si percorre via ponte Alto che in pochi minuti conduce all'ingresso dell'Orrido.
Per la visita è consigliabile telefonare prima, per informarsi sugli orari di apertura (l'ingresso è a pagamento; chiuso il lunedì) e sulle condizioni del flusso d'acqua, al seguente numero: 0461 984233
8. Lago di Santa Colomba
Escursione di una giornata intera.
Con la linea urbana 7 si raggiunge via Marconi (loc. Solteri), la si percorre fino in fondo girando poi a sinistra. Subito dopo l'edicola, sulla destra ha inizio il sentiero del Mesotrekking (cartello di segnalazione) che in circa 15 minuti porta al Riparo Gaban, importante insediamento preistorico (mesolitico - età del bronzo). Proseguendo si raggiunge l'abitato di Martignano (nei pressi del cimitero) dove si imbocca il sentiero 401; dopo un'ora abbondante di cammino si arriva al Rifugio Monte Calisio (820 m.). Da qui una strada forestale prosegue verso Montevaccino (circa 30 minuti). All'incrocio sopra il paese si gira a destra per imboccare il sentiero 420 e poi 421 per la località Santa Colomba (922 m.), che si raggiunge in un'ora e mezzo. Lungo il sentiero che parte da Montevaccino (in località Val Larghe) si incontra un Pino Nero con una circonferenza di due metri e mezzo ed alto 23 metri. Raggiunto il lago di Santa Colomba, si può accedere al "Sentiero delle Canope", lungo circa 3 chilometri, che permette di scoprire un aspetto peculiare del Monte Calisio: le "canope", disseminate nel bosco, sono infatti le gallerie di accesso alle miniere di argento che veniva estratto nel medioevo, quando il Calisio, allora denominato anche Mons Argentarium, costituiva uno dei distretti minerari più importanti d'Europa. Si può rientrare a Trento con i mezzi pubblici da Sant'Agnese (a 30 minuti lungo la carrozzabile) o da Albiano (a 40 minuti lungo il sentiero C49).
9. Monte Celva - Passo Cimirlo - Rifugio Maranza
Escursione di una giornata intera.
Raggiunto il sobborgo di Oltrecastello (linea urbana n. 5), dietro la chiesa si imbocca il ripido sentiero 419 che in circa un'ora e mezzo consente di raggiungere la vetta del Monte Celva. Seguendo l'indicazione per Forte Cimirlo si raggiunge il luogo dove sorgono i resti dell'edificio da dove prosegue il sentiero per il Passo del Cimirlo (m 733). Da qui lungo la carrozzabile che percorre il fianco occidentale della Marzola, si raggiungono dopo 6 chilometri di marcia tranquilla i prati del Rifugio Maranza (m 1.100). Poco a valle, presso alcuni villini, scende il sentiero 412 per il rifugio Pino Prati in località Bindesi (m 604, tempo di discesa poco più di un'ora) da dove si gode una splendida vista panoramica sulla città. Il sentiero diventa una carrozzabile che in rapida discesa conduce in località Grotta di Villazzano, da dove si può rientrare in città con il servizio di trasporto pubblico (linea urbana n. 6 ).
10. Vigolo Vattaro - Malga Derocca
Escursione di mezza giornata.
Raggiunto il centro abitato di Vigolo Vattaro (724 m.) collegato alla città anche dal trasporto extraurbano, ci si dirige verso il campo sportivo (segnavia 450 bis), da dove prosegue la strada forestale, che si percorre fino a raggiungere un incrocio segnato da un crocefisso (detto "del Verzer"); poco più avanti la strada termina e proseguendo su un ripido sentiero in circa mezz'ora si sale fino ad incrociare il sentiero 450 che in circa due ore porta a Malga Derocca, sulle pendici della Vigolana. Lungo il segnavia 435 bis si raggiungono le località Doredondo e successivamente Malghetto, per proseguire fino a Forte Fornas (m 750, percorrenza circa 70 minuti). Da qui si prosegue verso destra lungo il sentiero 446 bis che in circa 20 minuti porta alla strada statale 349, poco sopra l'abitato di Valsorda: la fermata della corriera con la quale rientrare in città è appena sopra il paese.
11. Il Percorso naturalistico-forestale della Maranza
Escursioni di una giornata intera
Sulle pendici della Marzola, con partenza ed arrivo a Maranza, si sviluppa un percorso "naturalistico-forestale" (realizzato nel 1996 dall'Azienda forestale Trento-Sopramonte), all'interno di un'area che offre un ambiente forestale caratterizzato da notevole biodiversità, che lo rende unico, almeno nei dintorni di Trento. Il percorso, articolato su un anello di lunghezza di poco superiore a 5 chilometri e caratterizzato da lievi saliscendi, si sviluppa su sentieri, strade forestali e piste d'esbosco. Il tempo mediamente necessario per coprire l'intero percorso, valutato ovviamente senza le varie soste, è di circa 70 - 80 minuti (esiste peraltro la possibilità di rientro anticipato al rifugio Maranza dalle località Prà dei Albi e Malga Nova). Il sentiero conduce anche ad alcuni dei monumenti vegetali (esemplari di abete rosso, acero di monte, faggio) presenti sulle montagne di Trento.
Il Rifugio Maranza (m 1.067) si può raggiungere a piedi partendo dalla località Grotta di Villazzano (linea urbana n. 6) e percorrendo poi il sentiero 412 in direzione dei Bindesi.
Una dettagliata descrizione del percorso è contenuta nella "Guida al percorso naturalistico - forestale di Maranza", acquistabile presso l'Azienda forestale comunale "Trento - Sopramonte", via Fersina 23, tel 0461 934680.
Sentieri Attrezzati
Fra i sentieri sulle montagne di Trento, alcuni sono attrezzati con cordino e scale metalliche per consentire di superare passaggi particolarmente impegnativi ed esposti, permettendo così all'escursionista di vivere in tutta sicurezza anche la dimensione alpinistica di una passeggiata in montagna. Ecco tre itinerari da affrontare con adeguata attrezzatura, adatti a persone ben allenate e prive di vertigini, su tre diverse montagne.
12. Ferrata del Palon
Per escursionisti esperti con attrezzatura; durata una giornata
La parete est del Palon (una delle cime del Monte Bondone, 2.098 metri) è percorsa dal sentiero attrezzato intitolato a "Pero Degasperi". Per accedere al sentiero si parte dalla Baita Montesel (fermata delle corriere di linea, poco dopo l'abitato di Vaneze sul Monte Bondone), da dove si prosegue verso sud in direzione Doss de la Cros, lungo il sentiero 690, fino a raggiungere in circa due ore l'attacco del tratto su roccia che porta al centro della parete. A metà percorso alcuni scalini in metallo consentono di superare un piccolo strapiombo. Giunti in cima al Palon si può ridiscendere a Baita Montesel lungo le piste da sci. Per percorrere il sentiero "Pero Degasperi" - che richiede preparazione ed assenza di vertigini - è obbligatorio l'uso dell'imbrago dotato di cordini, dissipatore, due moschettoni e casco.
13. Ferrata del Chegul
Per escursionisti esperti con attrezzatura; durata una giornata
Percorrendo la strada forestale che da Passo del Cimirlo conduce al Rifugio Maranza (vedi itinerario n. 9), dopo oltre un chilometro si incontra il segnale che indica - sulla sinistra - l'attacco del sentiero 418, che porta fin sulla cima del Chegul (m 1.454). Il sentiero sale verso la cima attraversando il bosco, fiancheggiando suggestivi picchi rocciosi ed offrendo splendide viste sulla città, i sobborghi e le montagne circostanti. Nel tratto finale il sentiero supera alcune balze rocciose ma il percorso è reso facile e sicuro da cordini d'acciaio e da due scale. Per il ritorno si può scegliere di rientrare direttamente al Passo Cimirlo lungo il sentiero 411, di raggiungere il Rifugio Maranza (sentiero 413 per breve tratto, poi 426, detto anche "Sentiero delle pegore") o, per i più allenati, di salire (sentiero 411) fino alla cima della Marzola (m 1.738) e da qui scendere lungo il sentiero 412 al Rifugio Maranza (innestandosi poi sull'itinerario n. 9).
14. Sentiero attrezzato della Vigolana
Per escursionisti esperti durata una giornata
Il sentiero che da Vigolo Vattaro porta a Malga Derocca sulla Vigolana (itinerario n. 10), offre l'opportunità di una interessante, ma impegnativa, variante. Superata Malga Derocca, anziché proseguire in direzione Sass de l'Aquila, si può salire (sentiero 435) attraverso un sentiero attrezzato, fino al Bivacco Madonnina (m 2.030) raggiungibile in circa un'ora e mezza, posto nei pressi del pinnacolo roccioso (visibile anche dalla città) e denominato appunto "Madonnina" per il suo particolare profilo. Dal bivacco in un'altra ora e mezza si può scendere (sentieri 444 e 445) a Malga Doss del Bue e quindi a Vattaro (servizio di corriere di linea per il rientro), oppure è possibile salire ancora fino al Becco di Filadonna (m 2.150), e di qui - percorrendo la cresta della montagna in direzione ovest (sentieri 450 e poi 434) - al Becco della Ceriola (m 1.935) da dove è possibile raggiungere la località Sass de l'Aquila (sentiero 446) e ricongiungersi quindi all'itinerario n. 10, Vigolo Vattaro - Malga Derocca.
In Mountain Bike
Trento e le sue montagne offrono all'appassionato di mountain bike un variegato carosello di itinerari: sul solo Monte Bondone, l'Alpe di Trento, sono a disposizione percorsi su strade sterrate per un totale di 100 km, con ogni grado di difficoltà. Eccone un esempio.
15. Tour attorno al Monte Bondone
Tempo di percorrenza: ore 4.30
Difficoltà: itinerario impegnativo per il dislivello con la leggendaria salita da Trento al Bondone.
Lunghezza totale: km 40
Dislivello totale: 1400 m
Questo itinerario tocca tutti i versanti della montagna, offrendo una varietà di panoramiche e ambienti davvero completa e propone inoltre la salita dalla città, una "scalata" entrata nella storia del Giro d'Italia dopo la leggendaria tappa del 1956 vinta sotto la neve (in giugno!) dal grande campione Charlie Gaul. Sono possibili inoltre diverse alternative per rientrare a Trento. Ai piedi del Doss Trento, il parcheggio del piazzale delle Divisioni Alpine lungo l'ex statale 12 della Gardesana occidentale è il punto di partenza: imboccata via Brescia, dopo un centinaio di metri si gira a sinistra all'altezza della Cà dei Gai per imboccare un'erta salita sull'antica strada per l'abitato di Sardagna che si raggiunge alternando alcuni tratti sulla strada asfaltata e su scorciatoie sterrate.
Superate le case del paese, si riprende la provinciale e dopo l'ultimo di sette caratteristici tornanti in rapidissima successione, si imbocca una strada sterrata verso Maso Camponcino che sbuca sulla strada provinciale che sale da Sopramonte. La seguiamo fino al bivio per Malga Mezavia (segnalazioni) che raggiungiamo percorrendo una comoda strada forestale in gran parte pianeggiante, transitando per Malga Brigolina (locale agritur). Da Mezavia si continua in salita su una strada forestale spostandosi verso ovest sopra i masi di Sopramonte e la sella presso il Col Castion che si trova su un nuovo versante dal quale si ammirano i Gruppi di Brenta e dell'Adamello. Proseguendo per un tracciato ondulato, alla località Lavachel si percorre una strada sterrata verso la spettacolare conca delle Viote.
Al centro della grande piana, le segnalazioni consentiranno in pochi minuti di raggiungere un piccolo parcheggio dal quale inizia il sentiero alpinistico per le Tre Cime: a questo punto si prosegue verso est per una carrareccia che tocca anche le ex caserme austriache (Grande Guerra) oggi sede del Centro di Ecologia Alpina. Siamo a questo punto su un nuovo versante del Bondone, quello affacciato a balcone sulla Valle dell'Adige e sempre per la comoda strada a fianco del complesso, dopo aver superato alcune aree di sosta attrezzate (I Fogolari) incontriamo l'indicazione per Malga Albi - Garniga (locale agritur) e proseguiamo quindi attraverso i prati di Perdiana. Quindi si imbocca una carrareccia in discesa che sbuca sulla provinciale sopra le case di Garniga Nuova, centro termale conosciuto per i bagni di fieno. Dal paese si può scendere al fondovalle e far ritorno a Trento lungo la provinciale ad Aldeno (quindi via Romagnano, Ravina), oppure scegliere - per raggiungere Aldeno - la vecchia mulattiera attraverso la valletta di Zobbio (frazione di Garniga).
(Il percorso segnalato è presente sul sito internet dell'APT del Trentino assieme ad altri interessanti itinerari per mountain bike in tutto il Trentino.)
In Città
Per riposarsi immersi nel verde dopo aver visitato il centro storico o per trascorrere alcune ore in tranquillità in compagnia di una buona lettura, Trento offre una serie di parchi cittadini. Il più esteso è quello di "Gocciadoro" mentre dal "Parco delle Coste" si gode una splendida veduta della città.
Parco di Gocciadoro
Situato nella periferia a sud est di Trento, quello di Gocciadoro è il più ampio parco della città. Partendo dal centro città lo si raggiunge comodamente a piedi o con alcune linee di autobus urbano n. 7 - 2 - 1). La zona è formata da una serie di colline allineate ed è attraversata dal rio Salé, che vi forma una valle angusta e molto suggestiva. Nel rigoglioso bosco d'alto fusto che si è sviluppato vi sono anche numerose piante di carpino bianco, fra le quali un esemplare di oltre 21 metri di altezza. Il parco offre alcune attrezzature: palestra nel verde, giochi per bambini ed ampi prati.
Parco "le Coste"
Ubicato sulla collina alle pendici del Monte Calisio, nei pressi di Cognola (autobus n. 9 e 10) il parco offre una splendida veduta sulla città. La zona in cui sorge è chiamata "Coste" a causa dell'aspetto arido e sassoso. Oltre ad un piccolo laghetto, nel parco esistono tre zone attrezzate per i giochi dei bambini. Il parco si può raggiungere anche a piedi partendo dalla città (piazza Venezia - via della Saluga - Laste - San Vito - Parco le Coste)
Monumenti vegetali
Sulle montagne e le colline che circondano la città ci sono una ventina di veri e propri "monumenti vegetali", vale a dire alberi ed arbusti particolarmente significativi per le loro caratteristiche, quali le dimensioni, il portamento, la loro unicità in quel particolare contesto botanico. Alcuni di questi monumenti sono raggiungibili percorrendo le passeggiate suggerite in questa pubblicazione.
- Itinerario n. 1 Dos Trento: Acero campestre, Acero riccio, Carpino nero, Spaccasassi
- Itinerario n. 3 Malga Brigolina: Faggio, Tasso
- Itinerario n. 8 Santa Colomba: Pino nero
- Itinerario n. 9 Maranza: Abete rosso, Acero di monte, Faggio
- Parco di Gocciadoro: Carpino bianco
Le caratteristiche dei singoli "monumenti vegetali", la loro ubicazione e la dettagliata descrizione del percorso da fare per raggiungerli sono contenute nella pubblicazione "Alberi dei boschi di Trento - guida alle più significative presenze arboree della montagna di Trento", acquistabile presso l'Azienda forestale comunale "Trento - Sopramonte", via Fersina 23, tel 0461 934680
Altri itinerari
Pista ciclabile della Valle dell'Adige.
La pista ciclabile della Valle dell'Adige - la più lunga del Trentino - si sviluppa per circa 92 chilometri, seguendo il corso del fiume Adige, fra il confine con la provincia di Bolzano (a nord) e quella di Verona (a sud). "Spina dorsale" geografica e storica del Trentino, quella dell'Adige è una valle ricca di testimonianze artistiche, monumentali ed urbanistiche, che rendono vario e stimolante il paesaggio. La pista ciclabile consente di raggiungere numerose località ed alcuni luoghi di particolare interesse, come il Museo degli usi e costumi della gente trentina a San Michele all'Adige (in direzione nord), Castel Beseno, le "piste dei dinosauri" ai Lavini di Marco, il Castello di Sabbionara ad Avio (in direzione sud).
Dalla città si può accedere alla ciclabile in più punti: ponte di San Giorgio, Lung'Adige Leopardi, ponte di San Lorenzo, via Sanseverino (all'incrocio con via Monte Baldo), ponte di Ravina, via Fersina (Palazzetto dello sport).